Famiglia, passione e accoglienza

mountain park hotel belvedere

Un hotel dal cuore antico…

…e la sua storia da raccontare!

La storia del Mountain Park Hotel Belvedere ebbe inizio nel 1905 a Moena, un piccolo paesino all’inizio della Val di Fassa, abitato da poche persone e con poco turismo.

Tutto inizia per realizzare un sogno. Nel 1904 una coppia di sposi, la signora Maria (detta Tamburona) e il signor Giuseppe (detto Chiena), decidono di acquistare un terreno che a loro tanto piaceva poiché quello era l’ultimo posto sul quale il sole calava. Su questo grande prato, appena sopra del paese, decidono di costruire il loro futuro e quello dei loro discendenti: l’albergo Belvedere! Il Chiena era un neofita del settore, era uno scultore molto quotato in tutto l’Impero mentre la Tamburona proveniva da una solida famiglia di albergatori: donna molto pratica e concreta che trovava sicuramente beneficio nella tranquillità e pacatezza del marito. Nel 1905 finalmente si aprono le porte dell’albergo Belvedere che inizia finalmente ad essere realtà. Le foto dell’epoca ci mostrano un albergo semplice, modesto, circondato da prati e dalle montagne più belle del mondo, le Dolomiti! Il turismo vero era ancora lontano ma grazie alla dedizione e alla passione, la situazione era in continuo miglioramento. I cinque figli diventavano sempre più un valido sostegno per la Tamburona, rimasta vedova nel 1915. Seguirono anni difficili, la Grande Guerra infuriava e il fronte quanto mai vicino.

Il tempo comunque passa e la guerra finisce. Successivamente vengono realizzati degli ampliamenti. Intanto le figlie della Tamburona si sposano ed escono dall’albergo che rimane all’unico figlio maschio, Giuseppe (anche lui detto Chiena), che assieme alla moglie Maddalena porta avanti con amore l’albergo, lo ampliano e lo migliorano secondo le possibilità. Anche per Giuseppe e la moglie Maddalena si presentano tempi duri con l’incalzare della Seconda Guerra Mondiale. L’albergo è adibito ad ospedale militare, i loro tre figli da crescere e la paura di vedere tutto il loro lavoro andare distrutto. La guerra finisce e finalmente si riprendono i ritmi della quotidianità. Con il boom economico e il ritrovato benessere, i turisti sono spinti ad andare in vacanza e a conoscere posti nuovi, a godersi il frutto dei loro sacrifici e l’Hotel Belvedere è ancora lì, pronto a ospitare chi lo desideri!

La rinascita del Mountain Park Hotel Belvedere

Nel 1986 il Mountain Park Hotel Belvedere, il vecchio albergo che ha visto una Moena praticamente ottocentesca, due guerre mondiali ed il boom economico, viene demolito per lasciare spazio al presente e proiettarsi verso il futuro. Rimangono però i vecchi muri perimetrali di sasso, le forti fondamenta, indelebili e ben visibili tutt’ora. Gli artefici di questa rinascita furono Corrado Jellico, l’unico figlio maschio di Giuseppe e Maddalena, e la moglie Giannina, una vera donna del Veneto che poco conosceva del settore alberghiero ma con una grande passione per i fiori. Insieme hanno duramente lavorato per portare l’Hotel Belvedere verso il futuro, l’hanno fatto con voglia, energia. Non hanno mai tradito la vera anima del Belvedere, nato come piccola osteria, che è quella di essere una casa per i propri ospiti, nella quale stare bene. Il Mountain Park Hotel Belvedere era ed è un onesto albergo sul quale il sole tramonta per ultimo, nel quale si mangia bene, con un arredamento molto particolare e amorevolmente curato, che conserva ancora alcuni mobili originali. È un hotel unico anche grazie alla signora Giannina, la quale ha dato sfogo al suo estro creativo nella realizzazione di un giardino stupendo…un giardino che parla al cuore delle persone!

Non è facile riassumere la storia lunga di un vecchio albergo e di una vecchia famiglia di albergatori e tantomeno è facile trasmettere l’essenza, l’anima di un lavoro e di un posto che non si possono separare dalla vita persone che lo hanno creato e portato avanti. Il mio papà Corrado e la mia mamma Giannina ci sono riusciti molto bene e spero di fare altrettanto io con il sostegno e l’intelligenza di mio fratello Francesco.

Ah, io sono Stefania Jellico, la bisnipote del primo Giuseppe Chiena e della Maria Tamburona.

Bisnonno Giuseppe 1855-1915

Bisnonna Maria 1866-1942

Nonno Giuseppe 1905-1987

Nonna Maddalena 1906-1980